Pranzo a Conegliano
20 marzo 2004

 

(a cura di WaLtEr, Mao e altri)

 

Che dire dell'incontro? Già, che dire?!
Dettagliando compostamente:
 

h. 11.30 - è il solito discorso: chi si presenta primo sul posto? Ovvio, i milanesi!
h. 11.45 - anche il buon Bruto era in anticipo sull’horario previsto, anche perché aiutato dall'amico coneglianese Marcello... ma l'insegna di un'enotecnica (scambiata per enoteca?) l’ha trattenuto quel tanto che basta per esser bruciato sul filo di lana
h. 12.00 - l’ottimo ospite ci apre le porte del suo studio, imbastisce qualche stuzzichino per non bere a stomaco vuoto e…
h. 12.05 - si stappa la prima bottiglia di prosecco
h. 12.10 - si stappa la seconda bottiglia di prosecco
h. 12.20 - Oremy telefona: è a 400m dallo studio.


E poi altre bottiglie, pochi salatini, ciacole e pipe, tabacchi e notitie sul prossimo incontro di Pesaro.
 

h. 13.00 - Oremy sopraggiunge... be', 400m in 40' fanno 10m al minuto, ottima media!
h. 13.20 - trasferimento al ristorante, completamento della truppa (arriva anche Michele il Goriziano)
...

No, non ci riesco: potrei andare avanti anchora e anchora a enumerare in questa maniera il diario della giornata, ma avrei poi la certezza di non dimenticare nulla? No, che troppe e troppe cose sono state... Vabbe’, se mettere in scaletta quel sabato nuovamente in Conegliano è cosa improba, andiamo con disordine, dunque. Che dire dell'incontro, insomma? Già, che dire?!

Dunque: diciamo che nonostante gl'immensi sforzi, causa defetione all'ultimo del Michele ambrosiano (che –diciamolo- si vergognava a morte di presentarci al suocero!), il numero imperfetto è mantenuto!

 

E diciamo –nota molto personale- che mi sono mancati tutti quelli che l'anno scorso mi avevano spiegato cosa fosse la pace (vd. resoconto): al Realdi, al Pau, al Fab mi sento di dedicare questa nostra (non loro!) trimalcionata… come dire: alla facciaccia loro! Evvia, dedichiamola anche al Giangiacomo e la non anchora consorte, che si sussurra -appunto- in altre faccende affaccendato!

Diciamo anchora: sappiate che brutino se l’è presa alquanto perché nessuno s’è ricordato di fargli gli auguri per san Giuseppe, patrono degli artigiani… Quale punitione, si accontenta che siano levati i calici in quel di Cagli al meno una volta per ogni augurio che gli sarebbe dovuto giungere!

 

Eppoi diciamo che il buon Armando (lo chef cui –fatto salvo che in gioventù abbia fumato “CLAM”!- non si possono che intessere di nuovo gran lodi) si è mostrato ben condiscendente coi nostri fumi e –interrogato sull’eventualità di un prossimo numero maggiore che la “nostra” saletta non sopporterebbe- ci ha offerto il salone superiore, e che i non fumatori si adeguino!

 

E anchora: diciamo che anche su queste pagine può comparire la famosa pipa di Flp...

 

...no, a dire ‘l vero questa è la sorpresa dedicataci dalle Tre Pance, su cui nessuno ha avuto da eccepire.

 

Già, perché sull’altra…

 

…già, sull’altra il pignolo Mao –mai pago- ha levato qualche biasimo: “Ma questa fiammatura trasversale –diceva- sarà mica dovuta a una spazzolatura affatto meticolosa?” A poco –a onor di cronaca- sono valse le ragioni avvalorate dal mastro piparo, il nostro si è proposto ulteriori accertamenti!

 

 

Ah, diciamo pure che niente sa mettere in scacco le donne. Questo il fatto: alla moglie intervenuta il Tode s’è giustificato per il suo nuovo acquisto pipico come un gran affare, dacché era fallata, stortignaccola, venuta male. “Ok, e a me –ha rimbeccato- cosa compri per pareggiare?” L’avessi io una donna del genere… Porcaloca, non l’avessi mai pensato: “Ciao amore –ho avvisato la mia dolce metà rientrando- sai che sto tornando con una pipa nuova? È stato un affarone –ho provato a riproporre la storia del Tode- era venuta male, tutta storta…” “Lo sapevo –mi fa- è per questo che oggi pomeriggio sono andata a fare shopping: dimmi, quanto t’è costata?” Be’, a conti fatti mi tocca anchora pareggiarle ‘l conto!
 

Diciamo anchora: un anno fa –qui a Conegliano- le kappa ci avevano lusingato con l’anteprima della prima capostipite, un anno dopo –oggi- non hanno saputo festeggiare degnamente l’evento con l’arrivo del’ennesima. Ci toccherà l’ennesimo incontro per la prossima… che dura questa vita!

E –infine e appunto- diciamo che il prosecchino del Tode è stato tanto meritevole da farci appuntamentare già il prossimo incontro in terra veneta, resta solo a ripositionare la data: a Natale c’è il pranzo a Milano, ad aprile l’hormai solita pesarata, e non si discutono! Per Conegliano qualcuno ha pensato all’autunno, che –di mio- sarei ben disposto a offrire ospitalità per l’incontro estivo…

Avrò certo scordato qualcosa… be’, per chi volesse sapere il tutto non posso che consigliare di presentiare, che io –incerto scriba di gesta non mie- non saprei dire altro se non –facendo il sentimentalista col Tode dell’altr’anno- “ribadire che è bello non conoscersi ma sapere di poter contare su un gruppo di amici, con o senza bandiera per la pace...”
 

Ecco, a chi c'era... gratie...

 

...gratie a Mao, molto perplesso per la spiegatione del mastro sulla fiammatura trasversale della pipa Flp...

...gratie all'impagabile conoscenza pipica del coneglianese Marcello, gratie a Pietro...

 

...gratie alla truppa ospite: Roberto, Michele, Vincenzo..

 

 

 

 

...alla sogghignante Tode girl ("ma quanto bello shopping!")

...gratie al goritiano Michele...

...alla temuta dispersa Oremy col principe consorte...

 
     

 

 

...a chi non c'era... gratie altrettanto!    
Avete atque valete, WaLtEr

(ripeto: WaLtEr… accetto Uolter, non il brutiano Valter!!!)


 
 

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