Milano 16 febbraio - la cronaca

L'Eurostar arrivava puntuale a Milano umidiccia. Nonostante le smancerie dello spot, ne scendevo un po' rimbecillito e infreddolito. Dopo un breve tratto di Metro giungevo finalmente a Porta Garibaldi e di seguito in via Farini angolo Medardo Rosso (via alquanto conosciuta nei dintorni, ma che nessuno m'ha saputo indicare con precisione), dove la trattoria Tiberio già accoglieva fornelli e chiacchiericcio.

Una buona parte degli ospiti affollava il piccolo locale caratteristico: agili bellezze d'altri tempi sederavano tra i tavoli servendo qualche insaccato libidinoso, zigzagando la sagoma scura del Saverio pensoso. Se mai anche noi metteremo Simenon su celluloide, il ruolo di Maigret sarà suo.
I volti sorridenti dei Paoli Pari, di Mao, di Andy e di Sergio mi accoglievano, mentre il Casati indottrinava un suo discepolo e Bruto fronteggiava all'angolo destro del ring il presidente-pipatore dottorLodi, sotto lo sguardo paterno del superpresidente Baggio, che ci auguriamo tutti torni a prendere il posto che gli spetta in nazionale. Marzio non visto palpeggiva una coppa.

Dopo qualche minuto ecco Uolter e Fabrizio, the BluesBrothersBand: Uolt si preoccupava immantinente di avere un cappuccino da accompagnare al prosciutto crudo. Se doveva ancora far colazione, che la si facesse secondo tutti i crismi. In un angolo oscuro un artigiano del varesino osservava la fumosa umanità nella quale ahilui era stato condotto. Il maestro Attilio svolazzava da un tavolo all'altro in cerca di consensi, ostentando rarità antiquarie di quadrato fascino. A tratti, terrifiche, echeggiavano le note baritonali di Michele, alla richiesta di nuovi e più ricchi cestini di pane. Ecco, mirabile visione, Ezio nostro e l'unica gentil fanciulla, che Fab già introdusse nell'ameno paesaggio tempi or sono. I suoi occhi azzurri, per una sciocca decisione del destino e della disposizione dei tavoli genialmente ideata da Uolt facevano compagnia solo al Fab.

Da ultimi, ma non ultimi, i coniugi Cavicchi e i loro fedeli e spiritosi accompagnatori, da un lato, dall'altro l'apparizione di Marco, neo iscritto alla lista e favoloso, immediato, spontaneo, sostenitore entusiasta dell'MPC. Amore a prima vista. Daniel, ormai avvezzo all'euro, esibiva tantriche Castello fumate a tecnica zen.

Tra il risotto all'ossobuco e la trippa, scambi di raffinatezze dubiniane e scatole misteriose. Le chiacchiere sulle ultime dicerie in lista, sull'equilibrio precario della Genovesina DonCarlos di Ezio, sulla Tiratura Limitata si accompagnavano a grappini, amari Qualunque e Caffè doppi, unico neo del conto equilibrato che Tiberio richiedeva al Sergio al termine dell'ambaradan.
Imperterrito, l'Omone col cappello di Totti smaltiva il suo mezzo toscano, guardandoci torvo dal tavolo delle carte. Sergio, scortato, si allontanava col malloppo.

Piacevole giornata, umida e serena.

Giovanni


     
Max Baggio (Presidente Milano P.C.) e Carlo Lodi (Presidente Pipa Club Italia)
 Attilio e Roberto Saponi
 Casati e Marzio
     
     
 Paolo Mauri e Mao Ottoboni in trance
 ancora Marzio (non ci stava in una foto) e un amico
 Casati cerca di consolare Walter
(che ha pagato la quota annuale di Jacques!)
     
     
 l'avvokato (che ha preteso un tavolo da solo)
 Titta al centro, Daniel a dx
 riconoscibili Andy a sx, Paolo Deste e la Cassa a dx
     
     
 Bruto all'estrema dx
 Baggio a dx e la new entry Roberto Saponi in alto
 Caino e Abele. pardon, Lodi e Bruto
     
 
 
     
 
 Due graditi ospiti di passaggio
 

Homepage