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"La radica è
sì la materia prima per produrre le pipe, ne è la
condizione necessaria, ma non è sufficiente della buona radica
per fare una buona pipa – ricorda a MpcBuletin Marco Fumei
da Cortà, direttore della produzione Savinelli -. Concorrono
tantissimi altri elementi che, per poterli combinare, bisogna
non soltanto averli, ma anche saperli
usare; bisogna avere, in altre parole, la cultura specifica del
prodotto".
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| Una cultura che
parte dalla conoscenza dell’Erica arborea, un arbusto dalla
nascita e crescita assolutamente naturali e particolarmente lente,
almeno per quanto riguarda lo sviluppo del ciocco. "Occorrono, infatti,
almeno 25-30 anni affinché una pianta formi un ciocco di
dimensioni sufficienti a renderlo adatto alla produzione di abbozzi
– spiega Fumei da Cortà -. |
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II ciocco scavato
e raccolto viene inviato alla segheria, dove viene stoccato con
particolare cura in ambienti umidi e poco
luminosi, per permettere al legno di
continuare a 'vivere' senza subire traumi irreversibili per la sua
compattezza"." Il ciocco viene quindi tagliato con grosse seghe
circolari e completamente a mano libera dai “segantini”,
professionisti che cercano di ottenere la miglior resa
possibile, in termini di qualità e quantità del legno
lavorato. Dopo il taglio, gli abbozzi vengono immersi in grosse
caldaie di rame piene d'acqua per la bollitura; un'ebollizione di 18-24
ore che purifica la radica dal tannino, dalle resine e da tutto quanto
è rimasto all'interno del legno, durante il suo sviluppo. "Nelle
segherie, attraverso il taglio, avviene la prima selezione
– conclude Fumei da Cortà -, ma ben altre selezioni
attendono quel “pezzo di legno” che diventerà una
pipa solo quando sarà nelle mani dei pipemakers; quando
inizierà, nel vero senso della parola, la creazione della pipa". |
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Stagionatura
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Magazzino |
Taglio
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Selezione |
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Buon lavoro! |
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