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La mia prima pipata

Credo di aver già scritto altra volta, a proposito della mia prima fumata in una pipa di radica: dove e come ne abbia scritto, non lo ricordo proprio più perché in quest’ultimo decennio ho pubblicato un tal numero di articoli sulle pipe (oltre ai precedenti miei due libri), che mi riesce veramente impossibile di essere più preciso sull’argomento.

Poco male: al massimo mi ripeterò, ma è sempre possibile che i lettori, ai quali sono destinate queste righe, ignorino quanto ebbi a scrivere al riguardo e possano quindi mostrare un certo interesse.

Occorre naturalmente rimontare molto addietro nel tempo e giungere sino al 1910, quando io avevo – più o meno – dodici anni.

Era l’estate e io villeggiavo coi miei a Bardonecchia, che era allora un paesino quasi sconosciuto: era nostro ospite il mio nonno materno, notaio e grande fumatore di pipa.

Di pipe ne aveva una collezione, in parte appese alle pareti di casa sua, in via Monte Napoleone a Milano (e fra queste ricordo tre pipe russe, dai fornelli raffiguranti visi barbutissimi e alquanto sinistri) e in parte sparse sulla scrivania, nella sua villa alle Cascine Bovati, sul vialone di Monza.

Alcune pipe erano di radica, altre di ceramica (mi impressionò assai una pipa di ceramica, color rosso-fuoco, mostrante il ghigno di un volto diabolico).

Mio nonno fumava il tabacco del Moro, un trinciato molto scuro, simile all’attuale nostro Forte, il cui aroma già allora mi deliziava, mentre andavo annusando le nuvolette di fumo fluttuanti nell’aria.

Decisi dunque che – a qualsiasi costo – avrei dovuto provare io pure il piacere di una pipata; ma a Bardonecchia tutti mi conoscevano e non mi fidavo di acquistare una pipa per me: avrebbero finito col saperlo anche i miei genitori.

Andai dunque dal tabaccaio (ricordo che si chiamava Bosticco) e gli dissi che volevo una pipa e un paio di pacchetti di tabacco del Moro, perché ne avrei fatto un regalino al nonno.

Scelsi una grossa pipa ricurva in radica e corsi subito nel frutteto della nostra villa, impaziente di iniziare la mia prima fumata.

Mi distesi sul prato, riempii con cura il fornello, premetti ben bene il trinciato col dito, accesi con un fiammifero di legno e ad ampie, inesperte boccate consumai sino alla fine il tabacco, avvolto com’ero da spesse nubi di fumo (mi erano allora ignote le auree regole delle boccate piccole e lente!).

Senza attendere che la pipa si raffreddasse, la riempii una seconda volta e poi una terza; ma di quest’ultima fumata non giunsi alla fine ed è meglio sorvolare su quello che mi accadde… pallore e sudori freddi compresi!

Sta il fatto che ripresi la pipa soltanto verso i diciotto anni: ma allora portavo la divisa di ufficiale degli Alpini ed ero in guerra, sui ghiacciai dell’Adamello, a quote fra i 3.000 e i 3.400 metri.

Poi, la pipa non l’ho più abbandonata, pur con una lunga parentesi (una quarantina di anni orsono) di sigarette inglesi.

Adesso la pipa rasserena l’ultima parte della mia vita e sono ben deciso a non lasciarla più, per quanto possano dirne i medici: tanto ho già largamente sorpassato la vita media degli italiani!

epperamazzotti



Giuseppe Ramazzotti
(1898_1986)

Scrittore, alpinista, disegnatore, ingegnere meccanico e marito della sorella di Buzzati, Angelina detta Nina (1904-2004). Appassionato naturalista, in particolare amante dei tardigradi. Per lavoro si è occupato di comunicazioni a lunga distanza (sua, nel 1926, la gloriosa Radio Apparecchi Milano – RAM una delle prime ad introdurre la radio in Italia), ma per passione si è diviso tra la pipa e i tardigradi. Nel 1946, ha scritto con Dino Buzzati “ Il libro delle pipe”. Ramazzotti si può considerare uno dei principali studiosi di tardigradi italiani e mondiali, ha scritto la prima monografia in italiano sui tardigradi: “Il Philum Tardigrada”, la terza edizione, pubblicata nel 1984 con Walter Maucci, è utilizzata tuttora ed è stata interamente tradotta in inglese (più di mille pagine) per la comunità internazionale.

vetrina
fumatore


Questo piccolo omaggio di Mpc a Eppe Ramazzotti in occasione della Pipa dell’anno dedicata a Dino Buzzatti è stato realizzato grazie ai materiali raccolti sia su “Amici della pipa”, sia su “Ritrovo Toscano della Pipa” che ha dedicato al personaggio un bellissimo forum ricco di informazioni ed immagini.


 

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