bruto01


A questo punto potevamo considerare la "missione" compiuta e potevamo gustarci la famosa processione storica degli "incappucciati" di Cagli, quella del Cristo Morto. In fondo potevamo concederci una meritata pausa, un ultimo saluto a Bruto e Rosaria, per tacere dei figli Furio, Aurelio e Paolo (e sorvoliamo sulle a dir poco avvenenti fidanzate…). Potevamo tranquillamente partire la mattina successiva. Ma in agguato, a casa Sordini, ci aspettava la crescia pasquale al prosciutto, le tagliatelle, la colomba - tutte fatte a mano, nel forno di casa da Rosaria - e l'agnello, i tartufi, il vino…

Avremmo potuto comunque, e stoicamente, resistere, ma Bruto aveva già teso la sua trappola: "Visto che ce l'ho in mente, domattina potreste fare un salto in laboratorio, che provo ad abbozzare un prototipo". Tutti voi sapete quante volte abbiamo avuto la fortuna di assistere alla creazione di una pipa, veder nascere da un pezzo di radica quello che vuole un pipemaker. Questa volta, però - e potete crederci sulla parola -, è stato veramente emozionante.

bruto02
bruto03

Bruto ha scelto, tra quelli selezionati per le "prove", un pezzo di radica ritenuto adeguato; niente che sacrificasse la possibilità di una fiammata, ma neanche niente che riservasse brutte figure, ed è subito passato a sbozzarlo. Il foro del camino, già concordato in precedenza, è stato il primo passaggio, mentre abbiamo potuto constatare che, per una corretta foratura del cannello ancora in nuce, mastro Bruto si concedeva ben tre diversi passaggi.
bruto04




In un crescendo di scalpelli, carta abrasiva, e passaggi e passaggi da un utensile all'altro, sempre tutto rigorosamente a mano (e senza mai guardare nemmeno lo schizzo della pipa) il manufatto prendeva forma sotto i nostri occhi.

bruto06




Ecco, a quel punto è bastato adattare (sempre a colpi di ferri vari e carta abrasiva) il bocchino di metacrilato, portandolo perfettamente alle dimensioni del cannello, con un allineamento perfetto e, poco meno di un'ora dopo la pipa dell'anno Mpc Buzzati nella sua forma sgrossata era di fatto completata.

bruto05
bruto07



A quel punto, più che soddisfatti, potevamo considerare il test completato. Macchè. "Mi sta venendo proprio come me l'immaginavo - ha esclamato Bruto, ed erano le prime parole che pronuncia da quando s'era messo al lavoro -. Quasi, quasi la finisco così ne avrete un'idea più definitiva…". Potevamo rifiutarci? Avrebbe anche potuto offendersi; sapete come sono 'sti marchigiani…

bruto08




Rieccolo al pomicino, trafficare con altre carte abrasive, limare un millimetro qui, un millimetro là. Non volava una mosca, ma polvere di radica a iosa sì. Bruto era visibilmente soddisfatto, e noi anche. La pipa era praticamente finita. Essendo un prototipo - "Ma questa è comunque da fumare" ci ha minacciato il mastro - la finitura e la colorazione finale sono state accelerate (il modello definitivo avrà tre passaggi di coloritura e un'abbondante lucidatura, il prototipo solo un passaggio), ma eccola finita.

bruto09 bruto11



Solo a quel punto Bruto si è avvicinato al disegno originale e al centimetro. Inutile dirvi che, senza mai ricorrervi, la pipa era esattamente delle dimensioni concordate. Niente segreti, niente trucchi, niente dime, niente torni. Ogni fase di lavorazione della pipa, come documentato dalla fotocamera che ha seguito Bruto in ogni istante, è avvenuto rigorosamente a mano.

bruto10


Sì, la pipa dell'anno Mpc Buzzati a quel punto meritava il punzone Don Carlos, il marchio "35" (l'anno progressivo dall'inizio dell'attività di Bruto) e, com'è giusto, "fatta a mano". Va da sé che quello che confermerà l'esclusività del manufatto sarà l'ulteriore punzone "Mpc 2012". Un'esclusività, a tiratura limitata, riservata ai nostri soci.

bruto12 bruto13
bruto15 bruto14
bruto16 bruto17
bruto18 bruto19
bruto20 bruto21


 

Homepage