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"Posapipe… aggeggi, a uno più posti, per appoggiare momentaneamente la pipa, anche in corso di fumata. Utili, ma quasi tutti – chissà perché – brutti". Giusto per sfatare questa considerazione di Giuseppe Bozzini ("La mia pipa", Mursia, 1977) l'Mpc mette a disposizione dei soci un posapipe tascabile che può essere utilizzato in viaggio, ma anche in un ambiente diverso da quelli soliti, domestici, che potrebbero non offrire la possibilità di posare anche solo momentaneamente la propria pipa. Comodo, pratico, leggero e del tutto naturale il posapipe tascabile Mpc non solo è un oggetto esteticamente gradevole, ma può accompagnarci ovunque occupando uno spazio veramente esiguo. Certo, non è uno strumento essenziale nel corredino del fumatore di pipa che, facendo di necessità virtù, ha una certa dimestichezza nel posare la pipa accesa, o appena fumata, in qualsiasi pertugio visibile a disposizione. Permetteteci, però, una piccola avvertenza: finita la fumata, mai posare la pipa ancora calda su una superficie fredda, come marmo, vetro o metallo.

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Giuseppe Bozzini (1918-1994), giornalista e scrittore, fumatore di pipa e autore di numerosi libri pipeschi ha anche il merito di aver anticipato il fenomeno della pipa made in Italy con il primo documentario sull'argomento (e a quanto ci risulta anche l'unico) dal titolo "Mezzo mondo fuma italiano"  trasmesso dalla Rai nei primi anni '60.

Tra l'altro, anche se poco ricordato, Bozzini figura già nel 1952, il 12 aprile per l'esattezza, nella prima redazione (composta da solo cinque persone) della nascita, a Milano, del telegiornale quando la Rai realizzò a tempo di record un ripetitore al Parco Sempione. La squadra si mette al lavoro nell'agosto dello stesso anno, e per la prima volta la tv sbarca al Lido di Venezia per raccontare la Mostra del Cinema. Il primo volto del Tg è Furio Caccia, ma il telegiornale diventa quotidiano solo nel 1953. Ricordiamoci che è ancora una tv per pochi intimi (facoltosi), anche perché il primo programma televisivo va in onda il 3 gennaio del 1954 ed è proprio Giuseppe Bozzini, in cappotto scuro e con un tubo di 20 centimetri in mano e un microfono Elettrovoice, che "alle 11 di una fredda mattinata milanese dà il via alla diretta dell'inaugurazione del centro di produzione di Corso Sempione. E' il primo programma televisivo mai trasmesso nel nostro Paese" raccontano le cronache. Curioso anche ricordare che Bozzini , cui avevano affidato gli "approfondimenti", fu anche l'unico ad andare in onda con gli occhiali, cosa considerata ai tempi "imbarazzante". Fu anche il primo, con "Tiro incrociato" e "Tema in classe", a sperimentare i talk show.
Tra le sue opere figurano dei classici del genere come "La mia pipa", "Le più belle pipe italiane" (scritto con Fausto Fincato), "Tabacco per la mia pipa", pubblicate da Mursia, "La pipa dalla A alla Z" (scritto con Mario Oriani) pubblicato da Mondadori e "Le pipe – edizione illustrata" pubblicato da EdiCart.


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