PIPA DI NATALE
CHRISTMAS PIPE
DON CARLOS
2001

Per la prima volta il MPC offre la possibilità - in esclusiva per i soci, simpatizzanti ed amici MPCmail - di "regalarsi" la pipa di
natale del club. All'amico artigiano Bruto Sordini, garante della qualità Don Carlos, è stato affidato il compito di realizzare uno
dei modelli più classici; una "genovesina" (vedi scheda) che non può mancare nella collezione di un fumatore di pipa.
Bruto ha rivisitato il modello donandogli una linearità ed una leggerezza invidiabile, conservando il biondo colore naturale e -
ovviamente - il camino intonso e privo di annerimento. Una ghiera d'argento impreziosisce l'edizione limitata.
Richieste e prenotazioni vanno indirizzate a mpcbuletin@sottovoce.it  tenendo presente che, se volete essere sicuri di trovarla
sotto l'albero, devono pervenire entro il 20 ottobre.



 

 
 
La "genovesina" è forse il modello di pipa più classico e tradizionale in assoluto.
Le sue origini, per i fumatori di pipa, si perdono nella notte dei tempi e forse proprio per questo, paradossalmente, la nostra ricerca storiografica ha dato un esito decisamente deludente.
Tracce ed indizi ne abbiamo trovati molti. Possiamo quindi ben dire che della "genovesina" sappiamo tutto... fatta eccezione sull'origine del nome e - soprattutto - su qualsiasi motivo giustificasse quella protuberanza nella parte inferiore.
In poche parole ignoriamo completamente gli unici dati che ci interessavano.
Che la forma si rifaccia alle prime pipe in terracotta è fuor di dubbio; basta osservare la raccolta di pipe del Museo di Londra per registrarne la riconoscibilissima foggia addirittura dal XV secolo fino alla metà dell'ottocento quando, sempre in terracotta,
figuravano nel catalogo di Job Clerc (fondata nel 1812 a Saint Quentin la Poterie) specialista in pipe in argilla bianca, rossa, marrone e nera. La ritroviamo in radica nel catalogo di Sir Alfred, poco dopo la metà del secolo scorso, anche se curiosamente inserita nella categoria "churchwarden" con la descrizione: "pear inclined bowl very slender (genoese) group 4".
Alcuni sostengono che la protuberanza inferiore, originariamente, servisse semplicemente ad appoggiare la pipa o, comunque sostenerla, prendendola nell'unico punto non ustionante. Altri ancora, sostenendo il sano pragmatismo dei nostri  antenati e la rude praticità dei marinai, sono certi che se perdevano tempo a fare l'escrescenza a qualche cosa dovesse pure servire... non avevano tempo per fronzoli allora! Forse, più semplicemente, quella era l'unica parte dello stampo utilizzato per l'argilla che permettesse di afferrare il manufatto pipa appena uscito dal forno di cottura. Comodo anche per verniciarla, lisciarla e decorarla ma un filino rischioso da asportare. Perchè correre il rischio di buttare la fragile pipa appena fatta? 
Ovviamente, nei modelli in radica, il motivo ha solo una funzione estetica e commemorativa nonchè una immutevole dose di fascino.
Non a caso, dovendo scegliere la nostra prima Pipa di Natale, abbiamo pensato a lei, alla sua leggenda e a quante volte - per secoli - fumatori di pipa, stringendola tra le dita, si scambiarono gli auguri.

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