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pipa mpc 2006

Pipa dell’anno Mpc 2006

Non era facile dedicare la pipa dell’anno a Cesare Pavese. Certo il grande scrittore era un appassionato fumatore di pipa, ma non esiste prova documentata per determinare “quale” tipo di pipa fosse “la” pipa di Pavese. Impossibile intuirlo dalle poche foto del tempo, arduo desumerlo dai pochi esemplari di sua proprietà custoditi nel Centro studi pavesiani di Santo Stefano Belbo che il suo direttore, Franco Vaccaneo, ci ha permesso di esaminare.

Ammettiamo di aver lavorato con un po’ di fantasia, tenendo conto delle tendenze, mode e modelli dell’epoca, tracciando un identikit della pipa che avrebbe gradito Pavese. Dopo lunga discussione abbiamo convenuto su un disegno classico, tra billiard e liverpool, di stampo inglese, liscia e scura come tutte le pipe in circolazione negli anni ’30.

La scelta del pipamaker è caduta su Luigi Viprati, forse il più “inglese” dei nostri artigiani.

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È stata una scelta azzeccata, non solo perché abbiamo scoperto che Pavese è uno degli autori preferiti da Viprati, ma soprattutto perché il pipemaker bresciano ha suggerito un particolare cronologicamente perfetto: il bocchino di corno.

Schivo com’era, Pavese avrebbe probabilmente disdegnato la vera in argento che fa ormai parte della tradizione delle pipe dell’anno Mpc, ma dopo aver discusso e disegnato con Viprati il modello, valutato e corretto il prototipo prodotto, ci siamo ritrovati in mano una bella pipa. “Una pipa che sarebbe sicuramente piaciuta a Pavese – ha commentato Vaccaneo -, e la vostra è veramente una bella iniziativa”.

Quanto ci bastava per superare tutti i dubbi e poter chiamare la pipa dell’anno Mpc “Pavese”.

Rispetto ad una vera produzione del tempo, che Viprati ha rispettato sia nella lavorazione della testa, sia nell’adozione del corno, ci siamo permessi solo due variazioni: il fornello intonso e l’innesto tra bocchino e cannello in teflon.

Abbiamo cercato anche di soddisfare le esigenze (estetiche ed economiche) dei nostri soci; quindi abbiamo aggiunto al modello ideale, liscio di colore noce, una variante liscia chiara dalle venature più raffinate (per i soci più golosi) ed una variante rusticata, accessibile a tutti (per i soci più parsimoniosi).

pipa scura
pipa chiara
pipa rusticata

Permetteteci anche di ricordarvi – senza nulla togliere alla fattura ed alla qualità generale della pipa dell’anno Mpc – che il bocchino in corno, da solo, vale il “prezzo del biglietto”…

Non vi resta che chiedere le condizioni riservate ai soci e prenotarla, come sempre, scrivendo a mpcbuletin


pipa mpc 2006