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<> Come anticipatole telefonicamente, le iniziative Mpc per Pavese  

pavesePavese fumava anche sigarette e toscani, ma il fumo della pipa è sempre stato il suo preferito. Non è un caso che alcuni esemplari delle sue pipe sono custodite nel nostro Centro”. Questa è l’unica dichiarazione pipesca che abbiamo ottenuto da Franco Vaccaneo, nato a Santo Stefano Belbo nel 1955, il luogo natale di Cesare Pavese, a cui ha dedicato la maggior parte delle sue pubblicazioni. Qui dirige il Centro Studi Pavesiani (link), trasferito in una nuova sede dopo chevaccaneo l’alluvione del 1994 aveva completamente distrutto la sede precedente. “È un bel centro studi e nel 2008, centenario della nascita, è prevista la costituzione di un nuovo comitato nazionale – aggiunge -. La Fondazione ha un consiglio di amministrazione composto da rappresentanti del Comune di S.Stefano Belbo, Provincia di Cuneo, Regione Piemonte. Ha avuto, in passato, fondi ministeriali con la costituzione del Comitato Nazionale per la divulgazione e lo studio dell'opera di Cesare Pavese”.

Vaccaneo sorvola sulle ricerche e convegni su Pavese organizzate un po’ ovunque, e anche sul gran numero di suoi saggi critici e documentari sullo scrittore langarolo, preferendo ricordare che “Cesare Pavese è un autore sempre attuale, perché ha saputo interpretare come pochi altri i grandi problemi esistenziali del nostro tempo: la solitudine dell'uomo, la fatica di vivere, la difficoltà di comunicare con gli altri, gli amori difficili – premette, negando subito che i giovani lettori ignorino le opere di Pavese -. Ci sono tanti giovani che leggono e studiano la sua opera con passione e interesse. È vero, invece, che il suo suicidio, con tutto il corredo di pettegolezzi e dicerie conseguenti, ha un po' messo in ombra l'attenzione per i suoi testi dove si misura il suo valore di scrittore”.

paveseValore che, secondo alcuni critici, viene messo in discussione relegando i libri di Pavese nel filone “realista” o “neorealista”. “Non credo che Pavese possa essere considerato un neorealista – contesta subito Vaccaneo -. In alcune sue opere entra prepotentemente la storia dei suoi tempi, l'Italia tra fascismo,guerra e Resistenza, ma l'attenzione principale del narratore si sposta ai conflitti esistenziali dell'individuo. In altre opere, invece, la storia è completamente assente e l'interesse dell'autore va al mito e alla complessa simbologia ad esso collegata”.

L’autore de “I luoghi di Pavese” (Premio Grinzane Cavour) mal sopporta, invece, la scarsa attenzione che i media dedicano al grande autore di S. Stefano Belbo, considerandolo quasi un ‘prodotto fuori moda’. “La stampa corrente deve saltare sui carboni accesi dell'attualità e tende a ricordarsi dei grandi prevalentemente in occasione degli anniversari, oppure quando salta fuori un inedito – commenta Vaccaneo -. Per molti versi Pavese è ‘inattuale’ rispetto ai canoni e ai modelli imperversanti oggi sui giornali e sulle televisioni. E in questo consiste la sua grandezza”.

Inutile, a questo punto, chiedere a Vaccaneo quale consideri il romanzo più bello di Pavese, o quale suggerirebbe di leggere per primo a chi non lo conosce. “Credo nella maturità del lettore e ogni lettore ha i suoi percorsi individuali attraverso i quali avvicinare un autore – conclude -. Per questo non mi sento di consigliare quale libro di Pavese leggere per primo. Potrei suggerire di leggerli tutti…”.


Erb/MpcBuletin/Febbraio 2006

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